Il Primo Ricordo, Bianco.

Quando ho aperto gli occhi vedevo tutto bianco. Non c’era differenza tra il colore delle lenzuola e quello delle mura, o della porta. Forse le pareti non erano bianche. Forse erano di un azzurro pallido, ma in quel momento le luci soffuse di quella stanza di Rianimazione mi confondevano un po’.

Dalla porta sono entrate due figure che non riuscivo bene a distinguere, si trattava di due donne con in mano delle cartellette, di quelle un po’ rigide che alle scuole medie utilizzavo per mettere le tavole di disegno tecnico, ma ovviamente le loro erano cartelle cliniche. Si sono avvicinate ai piedi del letto e la donna più alta con la divisa rossa ha aperto la bocca e tutto d’un fiato ha detto queste esatte parole: «Ciao Priscilla, sono la Caposala del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Legnano. Ti trovi qui perché hai avuto un incidente stradale, ricordi? Sei qui da due giorni, hai subito un intervento, ma purtroppo non riuscirai più a muovere le gambe, non potrai più camminare». La caposala ha cercato una qualche risposta nel mio sguardo. Io la guardavo dal basso e ho iniziato a piangere piano, piano. Non mi veniva da singhiozzare, non avrei mai potuto avere una reazione forte poiché ero sicuramente piena di antidolorifici e calmanti. Mi sembra di aver girato la testa verso destra, come per rannicchiarmi su me stessa, ma non potevo farlo perché non erano solo le gambe ad essere paralizzate.

Ho cercato di sforzarmi e provare a ricordare. Nella mia mente ricordavo una luce….. BAAAM…. Poi un’immagine offuscata della mia migliore amica fuori da una macchina che gridava il mio nome e mi diceva di scendere…….Poi vedo ancora bianco ma sento una voce, « Tranquilla sono un vigile del fuoco, ora non ti spaventare, ma per estrarti dobbiamo tagliare il retro della macchina con una sega elettrica, tu stai tranquilla». E più niente.

Le due donne nel frattempo erano uscite dalla stanza, e la mia attenzione si è spostata sulla musica in sottofondo. Dietro il letto doveva esserci una radio, e in quel momento trasmetteva La Fine cantata da Tiziano Ferro. Non poteva esserci canzone più azzeccata per “infilare un machete nella piaga”!! E a me tra tutti i pensieri che potevano venirmi in mente in quel momento ho pensato: ” Avrei preferito La vita non è un film, di J-Ax”.

Non sentivo voci in corridoio, continuavo a vedere bianco, poi ho iniziato a preoccuparmi per i miei genitori, e per la mia nonnina in montagna. Mi chiedevo come stavano, se fossero arrabbiati, se erano fuori dalla porta, e se sì, perché non entravano??

Poi la porta si riapre e vedo loro, i miei genitori.

Così quei minuti, bianchi e sfocati, se ne sono andati com’erano arrivati. In un lampo. Come l’incidente, fatto in un lampo….

Quel muro bianco della mia mente adesso si sta riempiendo di ricordi colorati e nitidi.

Priscilla_Chairleader

9 pensieri su “Il Primo Ricordo, Bianco.

  1. Forza cara !condivido tutto poiche’ti capisco benissimo anche io reduce di un incidente non sono piu”quella che ero,bisogna farsi coraggio e combattere andando sempre avanti.La vita e’bella e vale la pena viverla,circondata dai nostri cari e amici .Ciao in bocca al lupo💋💋💋💋Assunta

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  2. Nadia

    è la prima volta che leggo i dettagli di quei giorni… mi spiace averti conosciuta proprio perché è successo tutto questo, ma da quando ti conosco sicuramente la mia vita ha un valore aggiunto. GRAZIE.
    con l’affetto di sempre :-*

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    1. È vero, conoscersi in un contesto del genere non è sicuramente il massimo, ma se io non avessi incontrato te nel mio percorso non darei il 110% di me in tutto quello che faccio.
      Dal 5 marzo 2013 TU sei il mio angelo custode, e occupi un posto speciale nel mio cuore. Ti voglio bene Nadi ❤️

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  3. oriana

    Ciao Priscilla! Non so se ti ricordi di me… ti faccio tornare indietro di qualche anno, per capire… Ale che giocava nel Parabiago e tu, come altre sorelle e fratelli, che seguivi le partite con mamma Prisca… io sono la mamma di Federico, il Biondo del gruppo… abbiamo seguito con ansia e trepidazione i tuoi giorni dopo l’incidente e non c’è stata mattina in cui, al mio risveglio, non abbia rivolto un pensiero a te… chiedevo a mamma, allo zio Roberto e a chiunque ti stesse vicino, la tua situazione. So che sei forte, caparbia… e questo l’hai dimostrato in tutto questo tempo che è passato da allora. Continua così, con la forza che ti ha contraddistinto fino ad ora. “Volere è potere” si dice… tutto quello che puoi avere, prendilo! Con tutte le tue forze! Un abbraccio e un grosso saluto a mamma. ( Ale lo vedo qua e là. ..) 🙂

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